Radon: guida tecnica 7

Estratto dal Manuale di progettazione Ufficio federale della sanità pubblica UFSP Confederazione Svizzera 

VII. Pianificazione ed esecuzione delle misure

Procedimento
La progettazione di misure di isolamento e di ventilazione deve essere coordinata e portare all’elaborazione di opportune strategie, sia nel caso di nuovi edifici che di risanamenti. La pianificazione di misure preventive nei progetti di nuove costruzioni è naturalmente molto diversa dal lavoro di risanamento di edifici esistenti. Tuttavia per entrambi i procedimenti occorre seguire queste cinque regole fondamentali:
– Valutazione della situazione per quanto concerne il radon
Nel caso di progetti di costruzione occorre informarsi se l’edificio sarà edificato in un’area ad elevata concentrazione di radon e sulle caratteristiche del suolo (ghiaia, roccia, argilla). Nel caso di edifici esistenti
i risultati delle misurazioni del radon costituiscono la base per la progettazione delle misure. Questa valutazione è importantissima per determinare se siano necessarie delle misure di protezione e per stabilirne la portata.
– Determinare le misure atte ad arginare il problema del radon
Nella fase iniziale di progettazione di nuove costruzioni e di risanamenti occorre far presente la problematica del radon al committente della costruzione e determinare se ed in quale misura egli voglia «arginare il problema del radon». Si potrà per esempio proporre di rinunciare a locali di soggiorno negli scantinati, di predisporre un accesso alla cantina esterno ecc. Queste misure non sono indispensabili. Ma
se si punta sulla professionalità è bene far conoscere queste opzioni al committente.
– Messa in opera di pacchetti di misure progressivi e per categorie
A seconda della concentrazione di radon, del rischio che ne deriva e della situazione iniziale per quanto concerne la costruzione si attueranno delle misure, seguendo l’ordine dei capitoli 4, 5 e 6 (progettazione,
isolamento e infine ventilazione). In caso di risanamenti può rivelarsi utile partire (magari provvisoriamente) dalle misure d’emergenza e prevedere nella progettazione definitiva due pacchetti di misure: uno da attuare in ogni caso e un secondo da attuare solo se il primo pacchetto non ha portato a risultati soddisfacenti.
– Controllo dell’esecuzione
Come accade per gli elementi speciali della costruzione, come ad esempio lo strato d’isolamento, anche le misure di protezione contro il radon devono essere oggetto di un’attenzione particolare da parte della direzione dei lavori. Occorre eseguire collaudi intermedi degli isolamenti messi in opera, prima di eseguire ulteriori lavori che comportino la ricopertura degli isolamenti e ne impediscano il controllo.
– Controllo dell’efficacia
Solo la misurazione della concentrazione di radon a lavori conclusi permette di valutare l’efficacia delle misure di protezione.

L’importanza delle diverse fasi dipende dal tipo di progetto di costruzione. Delle misure di protezione dal radon si deve tener conto durante tutte le fasi del progetto. Tendenzialmente la concezione di misure di
protezione avviene più che altro nelle prime due fasi, ma non sempre.
Per esempio la decisione di far entrare le condotte nell’edificio attraverso i muri e non attraverso il pavimento riguarda la prima pianificazione, ma in certi casi può avvenire anche in una fase molto avanzata.
Illustriamo ora il procedimento relativo alle misure di prevenzione o di risanamento dal radon per le nuove costruzioni e per gli edifici esistenti in modo semplificato, riassumendo le misure tipiche.

Prevenzione dal radon nelle nuove costruzioni
A seconda della situazione iniziale, le misure di prevenzione dal radon comporteranno costi di diversa entità. La scelta tra l’assenza di misure, l’attuazione di misure «standard» e quella di misure supplementari per un’«alta protezione» dipende in primo luogo dalla classificazione della parcella come area ad elevata concentrazione di radon e dalla situazione geologica che emerge dallo scavo di fondazione.

Misure di risanamento in edifici esistenti
Come nei progetti per nuove costruzioni, anche nel caso di edifici esistenti, la situazione di partenza determina in gran parte le misure che verranno adottate per il risanamento dal radon. Tuttavia in questo
caso il concetto di «area ad elevata concentrazione di radon» passa in secondo piano, poiché per il risanamento determinante è la concreta presenza di radon. Una differenza essenziale, per la pianificazione delle misure, è costituita dal fatto se, indipendentemente dalla problematica del radon, si preveda o meno di eseguire dei lavori di risanamento in cantina o in locali del piano terreno. Se l’edificio viene restaurato completamente si possono attuare misure molto più estensive e coerenti che non se si risana l’edificio solo per ridurre la concentrazione di radon. Più ancora che per le misure di prevenzione in nuove costruzioni, nel caso di risanamenti di edifici esistenti occorre procedere per gradi, e distinguere le «misure di risanamento semplici» dalle «misure di risanamento complesse».

Gli edifici esistenti hanno i loro cicli di risanamento. Risulta particolarmente vantaggioso procedere al risanamento dal radon in occasione del rinnovamento totale dell’edificio. Al contrario, non è davvero auspicabile scoprire una forte concentrazione di radon poco dopo aver effettuato lavori di rinnovamento (o poco dopo la costruzione di un nuovo edificio). Dunque, nel caso di edifici esistenti, può essere consigliabile trovare una soluzione provvisoria al problema per qualche mese per mezzo di misure immediate ed economiche, finché non si metteranno in opera le misure definitive. Con un po’ di fortuna può accadere che delle semplici misure immediate si rivelino più efficaci di quanto ci si aspettasse e possano essere adottate come misure definitive. Per «misure immediate» intendiamo tutte le misure che non costano troppo e che non richiedano interventi massicci o pregiudizievoli alla struttura dell’edificio.

Sinergie e conflitti di interessi
Le misure di prevenzione e di risanamento da radon nelle nuove costruzioni e in edifici esistenti sono considerate solo da qualche anno compiti da integrare seriamente nella progettazione di un edificio. Le
esperienze fatte finora mostrano che una protezione soddisfacente, in genere, non implica costi supplementari considerevoli, se è concepita in modo coerente e competente. Si è anche potuto constatare che le misure di protezione dal radon normalmente non entrano in conflitto con altre finalità progettuali, e che, al contrario, spesso si possono sfruttare delle sinergie, come illustrano i seguenti esempi.
– Isolamento termico
Un isolamento termico ottimale richiede (obbligatoriamente, in base alle ordinanze federali in materia) la definizione e la messa in opera di una netta separazione tra i locali riscaldati e quelli non riscaldati. In genere questa separazione coincide con il livello di isolamento primario o secondario contro il radon. Gli isolanti termici non isolano automaticamente anche dal radon. Ma i diversi requisiti si possono combinare
facilmente.
– Impermeabilità all’aria
Nelle nuove costruzioni e negli edifici restaurati il ricambio d’aria non dovrebbe più essere lasciato a infiltrazioni casuali nell’involucro dell’edificio. L’immissione di aria fresca deve avvenire per mezzo di
apposite aperture o di impianti di ventilazione e il luogo di provenienza dell’aria fresca dovrebbe essere ben definito, così come anche quello di immissione nell’ambiente dell’aria evacuata. Perciò i locali riscaldati devono essere isolati ermeticamente. Gli stessi requisiti sono necessari per una protezione efficace dal radon.
– Protezione dall’umidità e dall’acqua di falda
Le misure atte a proteggere l’edificio dall’umidità sono esattamente parallele alle esigenze della protezione dal radon. La differenza sta solo nel fatto che, nel caso della protezione dall’umidità, si riesce facilmente a localizzare i punti non a tenuta e a porvi rimedio. I punti d’infiltrazione del radon invece sono molto più difficili da trovare. È quindi assolutamente necessario, come misura profilattica, eseguire i
lavori con estrema precisione.
– Isolamento acustico
Per la propagazione del rumore i ponti di misura acustica hanno effetti simili a quelli dei punti di infiltrazione per la diffusione del radon: bastano piccoli fori e aperture per ridurre sensibilmente l’effetto protettivo di una misura. Perciò gli elementi dotati di isolamento acustico,
come per esempio le porte a isolamento acustico tra la cantina e i locali di soggiorno, isolano anche dal radon.
– Odori, igiene e salute
L’odore di stantìo è una conseguenza dell’umidità, di un ricambio dell’aria insufficiente o di entrambe le cose. In un ambiente che puzza di stantìo potrebbe benissimo esserci un’elevata concentrazione di
radon. Viceversa, un risanamento dal radon eseguito a regola d’arte risolve anche i problemi di umidità e di insufficiente ricambio dell’aria, fa diminuire tendenzialmente gli odori malsani e riduce la presenza di
microbi dovuti all’umidità dell’aria


– Protezione contro gli incendi

Anche le misure di protezione contro gli incendi sono basate sui principi dell’isolamento. Tuttavia per rischi d’incendio normali non sono richieste porte a tenuta di gas. Le guarnizioni elastiche necessarie per un buon isolamento dal radon sono spesso addirittura contrarie ai principi della protezione contro gli incendi poiché sono infiammabili. Ma non si tratta di veri e propri conflitti di interessi. È invece più delicata la situazione per quanto riguarda le valvole per camini e canne fumarie, che possono essere a tenuta stagna solo in impianti di combustione usati per breve tempo e sotto sorveglianza continu. Perciò per controbilanciare la depressione causata da stufe e caminetti non rimane altra soluzione che l’apporto di aria fresca, che però spesso non si può realizzare nel caso di istallazioni esistenti. Questa lista potrebbe continuare ed includere tutti gli altri settori della progettazione – dall’architettura alla protezione civile – per i quali però i requisiti per la protezione dal radon non costituiscono alcuna limitazione.

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