Acqua corrente nei rifugi protetti: non sottovalutare il pericolo

Molti clienti vorrebbero realizzare un rifugio con servizi igienici, comodi, con acqua corrente e bagni “ordinari” in cui sia come sentirsi a casa.

Esistono delle regole tecniche, imprescindibili, previste dalle norme

L’esplosione del bagno

In caso di detonazione di elevata potenza, sia convenzionale che nucleare, relativamente all’intorno dell’evento, la pressione dell’aria dell’onda d’urto, generata dalla esplosione, aumenterebbe enormemente.

Tutto ciò che comunica con l’ambiente, verrebbe fortemente sollecitato e potrebbe generare conseguenze molto spiacevoli all’interno del rifugio protetto.

Il sistema di allontanamento delle acque “cariche” deve essere integrato con i sistemi di protezione previsti dalle norme, di smorzamento della pressione, di neutralizzazione, che bloccano l’effetto della sovrappressione esterna, impedendo di fare esplodere letteralmente i sanitari e creare conseguenze agli occupanti.

In questa foto vi sono le conseguenze sui sanitari di una villetta in Florida, negli USA, in cui la pressione generata dalla combustione esplosiva dei gas biologici della fossa settica, innescata da un fulmine, ha distrutto un bagno e per pura casualità non ha provocato feriti.

Sono conseguenze istintivamente assimilabili all’effetto prodotto da una esplosione di tipo nucleare o convenzionale, su un sistema di scarico non protetto in un rifugio sotterraneo. Ogni evento all’interno di una stanza protetta potrebbe essere, nel suo epilogo, definitivo.

Questo il link dell’articolo https://www.bigodino.it/attualita/lesplosione-del-bagno.html

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