Radon: guida tecnica 2

Estratto dal Manuale di progettazione Ufficio federale della sanità pubblica UFSP Confederazione Svizzera 

II. Costruire proteggendo dal radon

Nuovi edifici e risanamenti

Per la limitazione della concentrazione di radon nei locali di abitazione si distinguono fondamentalmente tre casi:
progetti di nuovi edifici; progetti di risanamento e restauro; e edifici esistenti per i quali in linea di massima non sono previsti interventi architettonici. Per questi edifici il risanamento o il restauro
sono necessari solo se sono state misurate concentrazioni di radon superiori a 1000 Bq/m3 (oppure se i proprietari decidono di ridurre la concentrazione di radon anche in caso di valori inferiori).
La protezione preventiva dal radon nelle nuove costruzioni e il risanamento di edifici esistenti avvengono in base agli stessi principi e con le stesse tecniche. Tuttavia mentre nel caso di nuove costruzioni le necessarie misure preventive possono essere coordinate in modo chiaro e conducono sicuramente al successo, nel caso di risanamenti spesso è necessario valutare attentamente le diverse alternative possibili e comunque all’inizio il successo del risanamento non è certo.
Nelle nuove costruzioni le misure sono dunque calcolabili e comportano costi supplementari relativamente modesti anche in regioni ad elevata concentrazione di radon e nel caso di progetti impegnativi.
Invece, nel caso di risanamenti, anche se talvolta per risolvere il problema è sufficiente disserrare aperture di aerazione già esistenti, può capitare che perfino l’installazione di un sistema di scarico dell’aria a
base di ventilatori non dia risultati sufficienti, perché sin dall’inizio non era possibile riconoscere l’esistenza di condizioni particolari.
Nella presentazione delle misure di protezione dal radon, nei capitoli che seguono, distinguiamo sempre tra nuove costruzioni e risanamenti, e l’accento è posto su questi ultimi per due motivi: primo, perché le
misure nel caso di un risanamento sono più complesse, meno sicure e spesso più impegnative di un’opera di prevenzione standard in un edificio nuovo; secondo, perché il risanamento di edifici esistenti è più urgente poiché spesso le persone che vi abitano o vi lavorano sono esposte da anni ad una eccessiva concentrazione di gas radioattivo.

Valori limite e valori operativi

La nocività del radon aumenta con l’aumentare della sua concentrazione. Non esistono concentrazioni al di sotto delle quali il radon sia utile o gradito dal punto di vista sanitario. Tuttavia è possibile circoscrivere
il rischio legato al radon prendendo come punto di riferimento la concentrazione naturale e misure protettive realistiche. L’Ordinanza federale sulla radioprotezione del 22 giugno 1994 (allegato C) stabilisce
i valori limite e i valori operativi. Dunque gli architetti e gli altri progettisti edili sono obbligati a garantire un’adeguata protezione dal radon nell’ambito dei loro mandati di progettazione

Aree ad elevata concentrazione di radon

A causa delle differenze geologiche, la problematica del radon non si
presenta ovunque con la stessa gravità. Oggi disponiamo di conoscenze fondate sulle relazioni tra determinate situazioni geologiche e il gas radon. Ma poiché queste relazioni sono così varie e la geologia superficiale locale non è nota nei dettagli, non è possibile determinare le aree
ad elevata concentrazione di radon in base alla geologia.
Le aree ad elevata concentrazione di radon possono essere anche molto ristrette. Anche un solo edificio che presenti i valori di misurazione summenzionati è considerata come una piccola area ad elevata concentrazione di radon. Questa situazione rispecchia la realtà geologica che presenta appunto concentrazioni di radon forti e circoscritte nello spazio.
Le aree ad elevata concentrazione di radon vengono determinate dai Cantoni sulla base di campagne di misurazione. Questi lavori catastali sono stati ultimati nel 2004; le zone a concentrazione di radon accresciuta sono ancora sottoposte ad ampie campagne di misurazione. Lo stato attuale, per quanto riguarda le grandi aree ad elevata concentrazione di radon, è riportato nella figura 2.1. La carta viene aggiornata annualmente. I dati aggiornati e riferiti ad aree circoscritte si possono richiedere ai servizi d’informazione cantonali.
Nelle aree che in base alle misurazioni sono state designate come a concentrazione normale di radon non è necessario prendere misure per proteggersi da questo gas. Nelle aree ad elevata concentrazione
di radon e in quelle dove non sono state ancora effettuate misurazioni sufficienti può accadere che delle conformazioni geologiche locali, anche di estensione minima, conducano ad un’altissima concentrazione
di radon: ciò capita per esempio su strati di ghiaia, riempimenti o nel caso in cui lo scavo di fondazione sia stato effettuato minando la roccia. Può succedere anche che una singola casa situata in un quartiere
di costruzioni analoghe presenti un’elevata concentrazione di radon, a differenza delle case vicine. Perciò la problematica del radon richiede un approccio specialistico anche per edifici e progetti di costruzione in
aree in cui non ci si aspetta un’elevata concentrazione di tale gas. È il caso, per esempio, dell’altipiano svizzero.

Strategie per la protezione dal radon

Sia per nuove costruzioni che per risanamenti di edifici esistenti raccomandiamo di attenersi alla strategia definita qui di seguito. Di caso in caso, le cinque fasi di questa strategia riguardano aspetti diversi, sollevano questioni specifiche e conducono a soluzioni che tengono conto della situazione. L’ordine di successione rimane in ogni caso lo stesso.

Determinazione della situazione iniziale Ogni edificio si trova in un ambiente specifico ed ogni progetto di costruzione ha una sua particolare situazione di partenza (area ad elevata concentrazione di radon, necessità di risanamenti, presenza d’acqua proveniente da una falda freatica ecc.). Per un risanamento efficace è indispensabile un’analisi dettagliata.

Intervenire nella fase di progettazione Nelle fasi iniziali di progettazione spesso si prendono molte decisioni che possono ridurre notevolmente il problema del radon se non addirittura eliminarlo (p. e. nessun locale di abitazione ai piani interrati, sigillatura di passaggi di condutture ecc.).

Isolamento

Nelle nuove costruzioni si può limitare l’infiltrazione di radon con tecniche di costruzione a tenuta stagna, mentre in caso di risanamenti
occorre effettuare isolamenti tra il terreno e l’edificio o intorno ai locali
ad elevata concentrazione di radon.

Eliminazione del radon tramite la ventilazione
È possibile eliminare il radon da sotto l’edificio tramite aperture adeguate o sistemi di tubazioni, creando una maggiore pressione all’interno
dell’edificio, o almeno con un’opportuna ventilazione dei piani interrati.

Controllo dell’efficacia
Solo la misurazione della concentrazione di radon indica con certezza
se le misure attuate siano state veramente efficaci.
I seguenti capitoli trattano queste cinque fasi strategiche per la protezione dal radon in caso di nuove costruzioni e di edifici esistenti.

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