Radon: guida tecnica 1

Estratto dal Manuale di progettazione Ufficio federale della sanità pubblica UFSP Confederazione Svizzera 

All’interno di un rifugio privato, collettivo, o militare deve essere valutato il rischio radon.

Protezione dal radon:
Chi è esposto al gas radon incorre in un maggiore rischio di cancro ai polmoni e più alta è la concentrazione del gas, più aumenta il rischio. Non c’è una concentrazione al di sotto della quale il radon sia innocuo.
In Svizzera, nell’uno per cento circa delle costruzioni, vale a dire in diverse migliaia di edifici, la concentrazione di radon costituisce un rischio eccessivo per la salute (superamento del valore limite).

Le persone che abitano in questi edifici non si accorgono di niente. Occorre individuare queste case mediante misurazioni del radon e risanarle.

Per i professionisti dell’edilizia le conseguenze sono le seguenti:

  1. La problematica del radon va resa pubblica e va presa in seria considerazione.
  2. Chi effettua lavori in edifici esistenti deve accertare se in essi vi sia presenza di radon. Normalmente questo significa misurare la concentrazione di questo gas. Le misurazioni sono economiche e facili da eseguire. Ci sono buone probabilità che la concentrazione di radon sia irrilevante e con ciò si risolve definitivamente la questione per il risanamento.
  3. In caso di nuove costruzioni, per dovere di diligenza chi stende il progetto deve chiarire se il terreno su cui si effettua la costruzione sia classificato come area ad elevata concentrazione di radon. Se si
    costruisce in una tale area è necessario adottare le misure preventive descritte.
  4. Poiché non esiste una concentrazione al di sotto della quale il radon risulta innocuo, è sempre opportuno adottare delle misure (senza spese aggiuntive o perlomeno economiche) che aumentano la protezione dal radon.

I. Che cosa è il radon?

Il radon è un gas nobile generato dal decadimento del radio, che a sua volta è un prodotto del decadimento dell’uranio. Poiché l’uranio è presente in varie concentrazioni quasi ovunque sulla crosta terrestre, anche il radon si trova praticamente dappertutto nel terreno. Anche in alte concentrazioni il radon è invisibile, inodore, non velenoso, inerte, né combustibile né esplosivo, non riconoscibile dall’odore né dal gusto. Esso decade in prodotti radioattivi con un periodo di dimezzamento
di circa quattro giorni.

Per circa un quarto il sottosuolo è costituito da aria. L’aria contenuta nel sottosuolo contiene radon proveniente dal decadimento degli atomi di radio presenti nelle singole particelle di terreno e nella roccia. È così che l’aria del sottosuolo diventa radioattiva. La radioattività si misura in Becquerel (Bq). Un Becquerel corrisponde alla disintegrazione di un atomo al secondo. Una concentrazione media di radon nell’aria del sottosuolo provoca una radioattività di alcune decine di migliaia di Becquerel al metro cubo (Bq/m3). Il valore limite nelle abitazioni è di 1000 Bq/m3. Dunque in un edificio bastano anche piccole dosi di aria del sottosuolo per causare una quantità di radon eccessiva.

Le conseguenze per la salute

I danni effettivi alla salute non sono causati dal radon stesso, ma dai prodotti radioattivi del suo decadimento, costituiti dagli isotopi del piombo, del bismuto e del polonio. Respirando, inspiriamo ed espiriamo radon. Gli atomi di radon che decadono mentre si trovano nei polmoni lasciano i prodotti di decadimento direttamente sul tessuto polmonare. Questi prodotti di decadimento emettono radiazioni che colpiscono le cellule più vicine.
In media il radon è responsabile del 50% delle radiazioni che colpiscono ogni anno la popolazione svizzera. Il resto è costituito per circa il 25% dalle applicazioni mediche (radiografie ecc.) e per il 25% da altre esposizioni (radiazione cosmica, materiali da costruzione ecc.). La relazione tra il radon e il cancro polmonare fu scoperta solo negli anni 50. In base alle conoscenze attuali una notevole percentuale dei
casi di cancro polmonare è da attribuire alla presenza di radon nelle abitazioni.
Dopo il fumo, il radon ed i prodotti del suo decadimento sono la causa più frequente del cancro polmonare. Le aree particolarmente a rischio per la presenza di radon sono quelle ricche di rocce cristalline come il granito. In queste aree la concentrazione di radon misurata nel sottosuolo è fino a 100 volte superiore a quella presente nell’altipiano. In un edificio bastano minime infiltrazioni di aria del sottosuolo per formare concentrazioni di radon inammissibili. È però tipico della problematica del radon rilevare inaspettatamente concentrazioni eccessive di tale gas in determinate aree a causa
di peculiarità geologiche localizzate in spazi estremamente ridotti.
Oggi la problematica del radon è riconosciuta e presa in seria considerazione in tutto il mondo. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) rileva che il radon costituisce un grave problema per la salute perché è cancerogeno per gli esseri umani e l’incertezza concernente la valutazione del rischio è minore di quella relativa ad altre sostanze cancerogene.
Nel 1994, nell’Ordinanza federale sulla radioprotezione (ORaP), come misura profilattica sono stati fissati dei valori limite per la concentrazione di radon. In caso di valori di misurazione superiori a 1000 Bq/m3 nei locali di abitazione rispettivamente 3000 Bq/m3 nelle aree adibite al lavoro è obbligatorio effettuare opere di risanamento. Per le nuove costruzioni, le ristrutturazioni e i risanamenti si applica un
valore operativo di 400 Bq/m3. L’ORaP impartisce ai Cantoni (e quindi indirettamente ai Comuni) degli
ordini di attuazione molto chiari e ben definiti per quanto riguarda i tempi. In particolare i programmi di risanamento ivi previsti (art. 116) implicano dei modelli esecutivi ben strutturati.

La propagazione del radon

Il radon si accumula nell’aria presente nel sottosuolo in tutte le stratificazioni del terreno. Il radon presente in profondità giunge in superficie in parte attraverso crepe e fessure, ma più che altro attraverso i terreni porosi.
Più il suolo è permeabile, più facilmente il radon penetra in un edificio. Non riesce pressoché a passare attraverso strati di argilla impermeabili. Dunque la potenziale emanazione di radon di un terreno è determinata essenzialmente dalla permeabilità del terreno stesso e dal suo contenuto in radio. Inoltre i cambiamenti di temperatura e di pressione dell’aria provocano oscillazioni stagionali e giornaliere.
Per i locali di abitazione e di soggiorno di un edificio il rischio legato al radon dipende da un lato dalla concentrazione di radon nel terreno circostante e dall’altro dalla possibilità di «approvvigionamento», vale a dire dalla permeabilità del terreno (al gas). Tra i due fattori il principale è la permeabilità: una piccola quantità di radon in un terreno molto permeabile può portare a concentrazioni di radon più alte che molto radon in un terreno impermeabile.
Il trasporto del radon nel terreno dipende da molti fattori. L’aria presente nel sottosuolo è in costante scambio con l’aria di superficie e si rinnova molto lentamente. Spesso lo strato superiore del terreno, di
uno spessore da mezzo metro a un metro, è meno permeabile del terreno sottostante. Nella dinamica degli spostamenti dell’aria del sottosuolo gli edifici svolgono un ruolo attivo. Sovente l’edificio penetra
nello strato superiore del terreno e funziona come una valvola di ventilazione «risucchiando» l’aria dal terreno circostante per un raggio di 10 – 20 metri. Le velocità di flusso dell’aria del sottosuolo sono molto
basse, ad esempio dai 2 ai 3 metri al giorno. Proprio per questo motivo l’aria del sottosuolo può arricchirsi di radon in modo tale da far aumentare la concentrazione di tale gas in misura inammissibile anche se penetra negli ambienti solo in piccole quantità. Un altro modo in cui il radon può propagarsi è la diffusione dal terreno o dai materiali da costruzione. Tuttavia si è constatato che questa fonte non è in grado di spiegare il superamento dei valori operativi o dei valori limite. All’aperto il gas si mescola con l’aria e si diluisce notevolmente. La concentrazione di radon all’interno delle case è molto più alta di quella all’aria aperta, dove il contenuto naturale di radon in prossimità del terreno è di circa 2–10 Bq/m3.

La situazione in Svizzera

Grazie alla documentazione dettagliata proveniente da numerosi risanamenti effettuati in Svizzera e all’estero oggi è possibile raccomandare procedimenti adeguati e precise strategie di risanamento per la
pratica edilizia svizzera. Sulla base di decine di migliaia di misurazioni effettuate presso edifici, oggi sono state individuate molte aree che presentano un’elevata concentrazione naturale di radon nel terreno. Fino ad oggi solo in pochi edifici i rilevamenti hanno mostrato una concentrazione di radon notevolmente superiore ai valori limite. Tuttavia in molte località le misurazioni effettuate non sono ancora sufficienti per poter escludere ogni pericolo. Si presume che in Svizzera il radon superi il valore limite in diverse
migliaia di edifici. La concentrazione media di radon negli edifici abitati in Svizzera è di circa 75 Bq/m3. In casi isolati sono stati rilevati valori superiori ai 10-000 Bq/m3. In Svizzera sulla base di misurazioni effettuate in più di 30-000 edifici si stima che nei locali di abitazione si possa considerare normale una concentrazione di radon inferiore ai 100 Bq/m3.

La misurazione del radon

Non ci sono due case costruite in modo identico, che sorgano su un terreno uguale e che vengano utilizzate nello stesso modo. Le ricerche effettuate in Svizzera dimostrano che perfino edifici adiacenti costruiti in modo identico possono presentare concentrazioni di radon totalmente diverse. La propagazione del gas radon nel terreno e la sua penetrazione negli edifici avvengono in base a dinamiche estremamente complesse. Per questo motivo oggi non è possibile stimare la concentrazione di radon in un edificio esistente in base al tipo di costruzione o alla composizione del terreno sottostante. Non esiste neppure un procedimento valido per identificare edifici con un’elevata concentrazione di radon in base a informazioni di carattere generale. Solo una misurazione fornisce dati sicuri. La concentrazione di radon si può misurare con metodi diversi: ci sono metodi da specialisti e semplici dosimetri per radon costituiti da piccoli recipienti di plastica.
L’UFSP raccomanda la misurazione con dosimetri nel corso di 3 mesi nel periodo in cui si fa uso del riscaldamento. Le misurazioni vengono effettuate preferibilmente nei locali di abitazione e soggiorno al piano più basso e nelle cantine. I dosimetri per radon si possono acquistare presso i servizi di misura riconosciuti. Un dosimetro costa circa Fr. 60.–. Per la misurazione in una casa monofamiliare si consiglia l’uso di due dosimetri.

Il radon nell’acqua potabile

In Svizzera l’acqua potabile e industriale non è una fonte rilevante di radon. Il contenuto naturale di radon nell’acqua è di alcune migliaia di Bq/m3. La concentrazione di radon nell’aria in locali abitati nell’altipiano è di pochi Becquerel. In regioni con mineralizzazioni di uranio, in edifici che utilizzano una sola sorgente possono presentarsi valori più alti. In questi edifici la concentrazione di radon a causa della sua diffusione nell’acqua può salire fino a 30 Bq/m3 nei locali abitati. In caso di dubbio è bene rivolgersi al servizio d’informazione sul radon.

Collezioni di minerali radioattivi
I minerali radioattivi, come ad esempio l’uraninite (pechblenda), possono condurre a elevate concentrazioni di radon nei locali di un’abitazione. In caso di dubbio sarà opportuno informarsi ed effettuare misurazioni.

https://www.bag.admin.ch/dam/bag/it/dokumente/str/srr/broschueren-radon/radon-technische-dokumentation-art-311-346.pdf.download.pdf/radon-technische-dokumentation-art-311-346.pdf

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