Radon: guida tecnica 5

Estratto dal Manuale di progettazione Ufficio federale della sanità pubblica UFSP Confederazione Svizzera 

V. protezione dal radon tramite misure di isolamento

Il radon penetra nell’edificio dal sottosuolo. Prima di progettare nei dettagli quali parti della costruzione occorra difendere dalle infiltrazioni di radon e per mezzo di quali misure e materiali, si dovrebbe chiarire
esattamente dove debba passare lo strato isolante. Come nel caso dell’isolamento termico, anche la protezione dal radon deve prevedere una «intercapedine» chiusa tra l’edificio ed il terreno. Può essere
sensato realizzare due strati protettivi: uno strato isolante primario (che passi ad esempio lungo le parti della costruzione a contatto con il terreno), ed uno secondario lungo le parti della costruzione al confine
tra le cantine e i locali di soggiorno. Spesso il lavoro di progettazione dell’isolamento mette in evidenza – sia negli edifici esistenti che nelle nuove costruzioni – dei punti deboli (scale aperte fino alle cantine,
scantinati con suolo naturale ecc.) che dovranno essere innanzi tutto eliminati o di cui occorrerà tener conto nella progettazione.


Infiltrazione o diffusione?
Il radon può entrare negli edifici in due modi:
Infiltrandosi, come componente dell’aria del sottosuolo, nelle parti dell’edificio a contatto col suolo passando per aperture o punti di infiltrazione localizzati.
Per diffusione dei propri atomi attraverso i pavimenti e le pareti. Per la protezione pratica dal radon negli edifici esistenti e per la prevenzione del radon nelle nuove costruzioni, l’aspetto più importante è
costituito dalle infiltrazioni di radon. Il processo di diffusione del radon invece è completamente diverso da quello di infiltrazione: lo descriviamo, se pur brevemente, per mostrare in quali casi vada comunque
preso in considerazione. Nelle costruzioni la diffusione del gas radon è paragonabile alla ben
nota diffusione del vapore acqueo. Nel caso del radon il problema è costituito solo dalla presenza di gas che si diffonde nell’edificio e non dai danni materiali che possono essere causati all’edificio come accade per la condensazione del vapore acqueo in conseguenza della sua eccessiva diffusione.
Solo pochi materiali sono perfettamente impermeabili al gas, p. e. i metalli e il vetro. La permeabilità al gas dipende dalla densità dei materiali, ma anche dalle proprietà del gas, in particolare dalla grandezza
delle particelle. Perciò la permeabilità al vapore acqueo dei materiali da costruzione, dei fogli e delle membrane impermeabilizzanti può costituire un punto di riferimento, ma non consente una valutazione
conclusiva per quanto concerne la permeabilità al radon.
Il trasporto del radon ha un’altra importante caratteristica. Se la durata media della diffusione degli atomi di radon attraverso elementi della costruzione è superiore a qualche giorno, il decadimento radioattivo
ha luogo prevalentemente all’interno di questi elementi. I prodotti del decadimento del radon non sono gassosi e perciò rimangono imprigionati negli elementi della costruzione e risultano innocui.
Il concetto di «impermeabilità al radon» non è definito in modo vincolante. G. Keller propone di definire un materiale «impermeabile al radon» se la lunghezza della diffusione è inferiore a un terzo dello
spessore del materiale. In commercio si trovano fogli e membrane isolanti costituiti da diversi materiali, che in base a questa definizione sono impermeabili al radon. Naturalmente l’impermeabilità al radon non sussiste più se una membrana isolante o un rivestimento presenta delle fessure o se i loro collegamenti non sono a tenuta stagna. Perciò i rivestimenti relativamente fragili vanno considerati con grandi riserve.

Riassumendo si può dire:
Per diffusione non vengono trasportate attraverso le parti di una costruzione grandi quantità di gas radon. Anche qualora l’aria del sottosuolo sia molto ricca di radon (concentrazione > 20-000 Bq/m3),
il terreno sia poroso (ghiaia) e gli elementi costruttivi relativamente permeabili al radon (muri in pietra e pavimenti in calcestruzzo) la concentrazione di radon dovuta alla diffusione sarà comunque scarsa
(dell’ordine di grandezza di qualche decina di Bq/m3 al massimo).

Conclusione: occorre concentrare l’attenzione sulla ermeticità all’aria.
Solo se la concentrazione di radon nell’edificio e nel sottosuolo è estremamente alta occorre ricorrere ad elementi isolanti (parti della costruzione, membrane isolanti) che impediscano efficacemente la penetrazione del radon per diffusione.


Punti di infiltrazione del radon

L’infiltrazione nell’edificio di aria del sottosuolo ricca di radon dipende dalla presenza di crepe e di commessura negli elementi di costruzione a contatto col terreno. Se non si riesce a sigillare sufficientemente questi elementi, occorrerà isolare ermeticamente i locali di soggiorno dalle cantine dove il radon è presente in alte concentrazioni. I punti di infiltrazione possono essere di vario tipo:
– crepe e giunti in pavimenti e pareti;
– fori di passaggio di cavi (soprattutto in tubi vuoti) e tubazioni;
– fognature;
– pozzetti e aperture di controllo;
– pozzo luce e altre aperture nelle pareti della cantina;
– camini;
– punti critici di grande estensione come cantina in pavimento naturale, in ghiaia o in lastre di pietra;
– costruzioni permeabili (solai a travi di legno, a laterizi forati, mura in pietra e simili).
L’isolamento di edifici esistenti, così come la costruzione a tenuta stagna di nuovi edifici richiede l’impiego di diverse strategie per trattare i diversi tipi di infiltrazione che si presentano in ogni edificio. Raccomandiamo le seguenti misure:
– isolare l’edificio dal terreno con membrane sigillanti;
– membrane e rivestimenti isolanti all’interno degli elementi della costruzione e sulla loro superficie;
– sigillare giunti, crepe, buchi e punti di perforazione;
– isolare le aperture (porte, finestre, sportelli, coperchi ecc).
Le esperienze fatte finora hanno mostrato che i risultati delle misure di isolamento sono sempre estremamente incerti, soprattutto nel caso dei risanamenti. C’è sempre da aspettarsi che le misure intraprese non portino ai risultati sperati. Per questo motivo esse vanno progettate con estrema attenzione ed eseguite molto accuratamente. Spesso esse hanno successo solo in combinazione con misure di ventilazione.
Da sole, le misure di isolamento sono sufficienti solo per concentrazioni di radon fino a 1000 Bq/m3.

Misure di isolamento: edilizia e tecniche costruttive
Le tecniche costruttive riportate nelle sezioni seguenti intendono fornire un quadro dei possibili interventi edili e di tecnica costruttiva. Il mercato offre una vasta scelta di prodotti. Tra le diverse soluzioni
occorrerà esaminare di volta in volta quale sia quella adatta alla situazione. Il radon è incolore e inodore e i danni o la cattiva tenuta non sono immediatamente visibili come nel caso dell’impermeabilizzazione
all’acqua; dunque occorre porre particolare attenzione alla scelta di prodotti di buona qualità e durevoli. Le membrane impermeabilizzanti posate esternamente all’edificio, per esempio, devono resistere per diversi decenni. Esse non devono degradarsi, schiacciarsi o infragilirsi.

Isolamento dal terreno con membrane impermeabilizzanti
(nelle costruzioni nuove)
La posa di membrane impermeabilizzanti sotto le fondamenta negli scavi di fondazione è una tecnica ben nota per la prevenzione dei danni dovuti all’umidità, ma anche per la prevenzione delle infiltrazioni di
gas indesiderati, p. e. in costruzioni situate sopra discariche. Questa tecnica può essere impiegata anche contro l’infiltrazione di gas radon. Gli elementi della costruzione impermeabili all’acqua sono impermeabili anche al radon. Perciò nelle regioni dove la falda freatica si trova a scarsa profondità, gli edifici in genere sono dotati di una buona protezione contro il radon. Nelle regioni ad elevata concentrazione di radon e con buone possibilità di «approvvigionamento» (terreno a struttura
porosa) si potranno utilizzare le tecniche di costruzione isolanti ben note per garantire l’impermeabilità all’acqua. Le soluzioni non comprendono solo l’isolamento delle superfici, ma anche elementi di costruzione speciali e disposizioni costruttive particolari per la tenuta stagna dei punti di passaggio delle tubazioni, dei giunti di dilatazione ecc.

L’impiego esteso di membrane impermeabili al gas esternamente all’edificio è adatto se:
la costruzione in progetto si trova in una regione ad elevata concentrazione di radon oppure;
non viene realizzata interamente in cemento armato. Al di fuori delle regioni ad alta concentrazione di radon, sarà sufficiente che il piano interrato sia interamente costruito in cemento armato
per proteggere sufficientemente dal radon proveniente dal sottosuolo.
L’isolamento dello scavo di fondazione può essere effettuato utilizzando membrane impermeabilizzanti in polimeri bituminosi plastificati o membrane di plastica. Per la progettazione e la messa in opera di sigillature con membrane isolanti occorre rivolgersi a specialisti o consulenti dei diversi fabbricanti di prodotti. Qui di seguito presentiamo solamente gli aspetti particolari determinanti per la protezione dal radon e non l’insieme delle possibilità costruttive delle tecniche di isolamento.

Isolamenti esterni per mezzo di membrane impermeabilizzanti
La membrana va posata sul ripiano dello scavo di fondazione e una volta costruita la cantina va tirata su lungo le pareti. Le placche e i condotti di drenaggio devono rimanere all’esterno di questa membrana. Prima di effettuare i lavori occorre definire accuratamente con chi offre e tratta il prodotto quale sia la superficie di posa richiesta (sabbia, soletta di calcestruzzo magro con strato di separazione ecc.) e quali
carichi differenziali siano ammessi. È sempre consigliabile impiegare piastre di fondazione anziché fondazioni a strisce isolate o continue.

Nelle regioni con elevata concentrazione di radon si dovrebbero impiegare in linea di massima solo piastre di fondazione. Nel caso delle fondazioni a strisce isolate o continue occorre fare attenzione a non
danneggiare le membrane isolanti, evitando curvature a spigoli vivi.

Isolamento perimetrico
L’isolamento termico esterno nel terreno è una soluzione di provata efficacia che garantisce ottimi risultati. In presenza di tale isolamento i locali sotto il livello del suolo possono venire riscaldati o, in caso
contrario, fungono da intercapedine tra il terreno ed i locali riscaldati.
Le tecniche di costruzione consuete, consistenti nel posare la piastra di fondazione su del materiale isolante resistente alla pressione (lana di vetro o polistirene espanso), non costituiscono di per sé un buon
isolamento contro il radon. Nelle regioni ad elevata concentrazione di radon anche in questo caso si deve posare una membrana al di sotto dell’isolamento termico e incollarla con cura sullo strato di isolamento
termico esterno e sotterraneo delle pareti laterali.


Isolamento interno delle superfici
Per il risanamento di edifici esistenti l’isolamento delle superfici, nella maggior parte dei casi, può essere effettuato solo dalla parte interna dell’edificio. Normalmente l’isolamento effettuato all’interno comporta
però un numero molto maggiore di raccordi e connessioni, i quali a loro volta aumentano il rischio di tenuta non perfetta, come per esempio nel caso delle pareti interne, dei vani scala ecc.. Per questo motivo
si dovrebbe evitare il più possibile l’isolamento all’interno dell’edificio nelle nuove costruzioni. Oltre alle membrane isolanti esistono anche materiali sigillanti liquidi o spatolabili.
Le misure di isolamento da sole sono sufficienti solo in caso di concentrazioni di radon inferiori a 1000 Bq/m3.
Anche nel caso dell’isolamento interno vale il principio per cui le tecniche impiegate contro l’umidità sono efficaci anche contro il radon. Le malte di isolamento fragili non sono efficaci per sigillare le crepe
dovute agli assestamenti e le membrane isolanti sono efficaci solo se vengono incollate o saldate bene e senza fessure. Ci sono anche delle possibilità di risanamento interno da radon che non devono necessariamente ispirarsi alla protezione dall’umidità. In presenza di isolamento termico tra gli elementi della costruzione ed il terreno, la barriera impermeabile al vapore d’acqua può proteggere efficacemente anche dal radon.

Membrane di isolamento dall’umidità come protezione dal radon
Esistono diversi dispositivi e sistemi a base di membrane isolanti per la protezione dalle infiltrazioni di umidità. Queste tecniche sono adatte anche a bloccare le infiltrazioni di radon. Per la protezione dal radon tuttavia è necessario rafforzare le misure normalmente sufficienti per una buona protezione contro le infiltrazioni di umidità: sigillare con cura le cuciture, incollare o saldare le membrane senza lasciare fessure, sigillare accuratamente tutti i punti di perforazione (elementi della costruzione, condutture ecc.).
Le membrane isolanti vanno posate nella parte interna dell’edificio. Durante la posa occorre fare attenzione che le membrane non vengano impropriamente rovinate da strumenti per il fissaggio del rivestimento. Inoltre occorre fare estrema attenzione all’incollatura al soffitto della cantina, che risulta particolarmente difficile e instabile nel caso di costruzioni leggere (solai in travi di legno).

Barriere impermeabili al vapore d’acqua
Quando le parti dell’edificio a contatto col terreno sono dotate di un isolamento termico, dalla parte calda dell’isolamento è necessaria una barriera impermeabile al vapore d’acqua o un elemento della costruzione sufficientemente impermeabile al vapore, così da evitare la formazione di condensa nella costruzione. Gli elementi della costruzione totalmente o notevolmente impermeabili al vapore d’acqua (equivalenti a uno strato d’aria di più di 10 m) costituiscono un isolamento sufficiente anche contro il radon, nonostante la permeabilità al radon e al vapore d’acqua non siano identiche. Per l’impermeabilità al radon più che per il rischio di diffusione del vapore è essenziale l’assenza di perdite o fessure nella barriera impermeabile installata.


Malte isolanti, pitture, ecc.
Contro l’infiltrazione di umidità si usano spesso dei rivestimenti (pitture o malte) liquidi o spatolabili. Questi rivestimenti costituiscono un buon isolamento dal radon a condizione che non presentino crepe o
punti danneggiati. Un controllo risulta difficile. I punti non a tenuta stagna dove si infiltra il radon non diventano semplicemente umidi come nel caso dell’acqua e dunque rimangono invisibili, non vengono stuccati e fanno aumentare la concentrazione di radon nell’ambiente. Oltre a ciò, ci devono essere naturalmente le condizioni adatte come p. e. un fondo stabile, privo di crepe di assestamento e giunti di dilatazione.
Lo stesso vale per l’applicazione di rivestimenti interni relativamente ermetici come p. e. piastrelle, tappezzerie isolanti (fibre rustiche su fogli di alluminio) o sistemi di rivestimento liquidi parzialmente impermeabili al gas (p. e. vernice al clorocaucciù). Queste tecniche servono comunque come misura complementare. Le iniezioni di materiale, così come vengono impiegate per problemi di
umidità nelle vecchie opere in muratura, finora non hanno permesso di ottenere risultati soddisfacenti nella protezione dal radon.

Sigillatura dei solai sotto i locali di soggiorno

se non si riesce ad abbassare sufficientemente la concentrazione di radon in cantina occorre sigillare le parti divisorie della costruzione,
in particolare il solaio che separa la cantina dagli ambienti abitati. Le solette in cemento armato si possono considerare sufficientemente impermeabili al radon. Nel caso di vecchi solai pieni può darsi che si debbano stuccare delle crepe o delle fessure nel rivestimento della muratura. Invece nel caso dei solai leggeri (solai a travi) occorre analizzare la costruzione in modo da scoprire quale sia lo strato che garantisce la tenuta all’aria e al radon e se la tenuta sia perfetta in tutti i punti di raccordo.
Isolamento di passaggi di condutture, buchi e crepe
L’isolamento ermetico di pavimenti, soffitti e pareti è efficace solo se tutte le aperture, intenzionali e non, vengono isolate a regola d’arte. Qui di seguito presentiamo varie possibilità di isolamento valide in generale o che hanno particolare importanza per la problematica del radon. I materiali di isolamento disponibili sono numerosissimi e occorre sceglierli bene in base alla qualità e alla durevolezza. L’applicazione deve essere effettuata a regola d’arte.


Mastici ad elasticità permanente
I mastici ad elasticità permanente sono adatti per la stuccatura di fessure, raccordi (ad esempio intorno ai passaggi delle condotte) e piccoli fori, anche se le parti sono soggette a piccoli movimenti (p. e.
dilatazioni termiche). A seconda della situazione si impiegano diversi materiali ad elasticità permanente (mastici siliconici, acrilici, polisolforati ecc.). Prima dell’applicazione si devono pulire i bordi delle fessure
che vanno eventualmente allargate per garantire un’aderenza ottimale del mastice. Può darsi che si renda necessario colmare il fondo delle fessure per poter applicare correttamente il mastice. A seconda della
situazione di partenza e dei materiali sono necessari ulteriori lavori di preparazione della fessura (sagomatura dei bordi, applicazione di una mano di fondo ecc.). Se i prodotti vengono applicati con cura e a regola d’arte, i lavori di isolamento localizzato possono essere effettuati anche da chi ha esperienza nei piccoli lavori di riparazione domestici.


Nastri adesivi e da assemblaggio elastici
I nastri adesivi e da assemblaggio elastici sono particolarmente indicati per l’isolamento del raccordo di elementi della costruzione, come per esempio per attaccare le membrane isolanti al soffitto o i rivestimenti del pavimento ai pannelli murali ecc., ma anche per la ricopertura di giunti di dilatazione.
I nastri adesivi da un solo lato in genere non garantiscono una tenuta all’aria duratura. I nastri biadesivi, p.e. il nastro in butile, se possibile andrebbero tenuti sotto pressione meccanica. Col nastro in butile si
può effettuare ad esempio l’attaccatura di due pezzi di membrana isolante di polietilene situati sotto listelli che tengono costantemente sotto pressione l’incollatura. I nastri adesivi non devono essere mai
sottoposti a trazione, neppure a quella derivante dal peso della guaina stessa.
Sul mercato si trovano nastri di copertura che possono essere incollati sugli elementi da congiungere per mezzo di collanti liquidi o spatolabili. Questi nastri possono essere di materiale e di qualità diversi e sono
molto efficaci.


Passaggi di condotte attraverso tubi
Le condotte ed i cavi si possono far passare in tubi che vengono incollati o saldati con le membrane isolanti. Naturalmente non si deve dimenticare che nel tubo contenente i cavi o le condotte, le parti rimaste vuote vanno colmate con materiale di tenuta a elasticità permanente.

Isolamento di porte, sportelli, coperchi di pozzetti e simili
Se non si è riusciti a ridurre la concentrazione di radon in cantina, per esempio, perché non si vuole rinunciare al pavimento naturale o se le misure di isolamento non hanno dato i risultati sperati, occorre isolare gli elementi della costruzione che separano la cantina dai locali di soggiorno. Ci riferiamo principalmente alle porte di accesso alla cantina, ma anche alle porte che mettono in comunicazione l’appartamento con il vano scala qualora le scale conducano direttamente in cantina. Altre aperture da prendere in considerazione sono i coperchi dei pozzetti sistemati nei pavimenti delle cantine per i controlli periodici delle condotte. La permeabilità delle commessure è un parametro definito principalmente per le finestre ed esso si rivela utile anche per la protezione dal radon. Le commessure delle porte che devono chiudere ambienti ad elevata concentrazione di radon devono avere una permeabilità minore o uguale a-0,2-m3/h-m-Pa2/3. Le finestre e le porte ad alto isolamento acustico sono anche ben adatte ad arginare l’infiltrazione di aria e di radon. Come nel caso dell’isolamento acustico, anche per la protezione dal radon è necessario che il montaggio avvenga con estrema cura e a regola d’arte. Al contrario le porte tagliafuoco non forniscono una buona tenuta all’aria.
I profilati di tenuta elastici, a causa della loro scarsa resistenza al fuoco, non vengono impiegati nella costruzione di porte tagliafuoco. Neppure la tenuta stagna al gas è un criterio determinante per la lotta contro gli incendi.
Per aumentare la tenuta stagna di porte, sportelli, coperchi di pozzetti ed elementi simili occorre considerare i seguenti punti.

Guarnizioni isolanti elastiche
Le guarnizioni isolanti elastiche (a spigolo o a camera vuota) sono l’unico mezzo giusto per isolare in misura sufficiente gli elementi mobili della costruzione. Tuttavia il profilo deve essere adatto alle superfici
di battuta. Inoltre la guarnizione deve correre lungo tutto il perimetro dell’apertura senza interruzioni e deve essere adattata a regola d’arte. In genere è sufficiente una sola guarnizione perimetrale e si può rinunciare alla doppia guarnizione che si impiega normalmente quando è necessario un forte isolamento acustico. Ma se in cantina c’è un’elevata concentrazione di radon (più di 1000 Bq/m3) e la porta in questione viene aperta e chiusa frequentemente (porta principale di accesso alla cantina), può essere opportuno applicare una seconda guarnizione.
Se si applicano guarnizioni isolanti a porte (o sportelli) già montate, occorre verificare che le porte siano sufficientemente stabili, vale a dire che non subiscano eccessive deformazioni stagionali che possano
pregiudicare l’efficacia dell’isolamento: inoltre le guarnizioni andranno applicate con cura nelle scanalature lungo tutto il perimetro. Nel caso degli elementi mobili della costruzione bisogna considerare
attentamente i due aspetti seguenti:
– col tempo le guarnizioni elastiche si logorano e dunque occorre controllarle periodicamente e se necessario sostituirle (ogni 5 – 8 anni).
– le porte isolate sono a tenuta stagna solo se sono chiuse. Perciò
le porte che chiudono passaggi importanti (p. e. per la cantina) andrebbero dotate di un meccanismo di chiusura automatica.
Le guarnizioni adesive a V da applicare nelle scanalature di porte e
finestre esistenti possono ridurre sensibilmente il passaggio dell’aria, ma non servono per arginare sufficientemente le infiltrazioni di radon.

Soglie
Le soglie delle porte che devono garantire una buona protezione dall’infiltrazione del radon devono essere modificate in modo che forniscano una battuta sulla quale si deve poi applicare una guarnizione
elastica collegata con le guarnizioni laterali. Le guarnizioni a scivolo, a spazzola ma anche in elastomeri sono insufficienti. Invece le guarnizioni mobili a pressione con profilo a camera vuota isolano piuttosto
bene. In ogni caso la superficie dove il profilo si appoggia al pavimento deve essere piana e liscia. Occorre anche assicurare una buona continuità delle guarnizioni ai lati dell’apertura. Anche in questo caso
un buon isolamento acustico garantisce sufficiente protezione contro il radon.


Buchi delle serrature
Spesso le vecchie porte di accesso alle cantine sono dotate di serrature che vanno sostituite quando si effettua un risanamento da radon.

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