Radon: guida tecnica 6

Estratto dal Manuale di progettazione Ufficio federale della sanità pubblica UFSP Confederazione Svizzera 

VI. Espulsione del radon mediante ventilazione

L’aria del sottosuolo contenente radon si infiltra nell’edificio se tra il sottosuolo e l’interno dell’edificio esiste una depressione. Questa depressione ha diverse cause.

– In ogni edificio si crea un dislivello di pressione dal basso verso l’alto, per cause termiche. Questa differenza di pressione naturale aumenta in inverno all’interno di ogni piano o tra diversi piani e può venire accentuata da costruzioni come il vano dell’ascensore o le prese d’aria.

– Certe installazioni, come per esempio ventilatori elettrici aspiranti per il bagno, cappe di aspirazione in cucina, ventilazione degli asciugabiancheria ecc., possono aumentare la depressione se le aperture di approvvigionamento d’aria sono insufficienti.

– Anche le stufe e i caminetti generano una depressione dovuta al tiraggio del camino, se non sono dotati di un’alimentazione d’aria separata dall’esterno. I camini in genere tirano anche quando il fuoco non è acceso, poiché solo raramente stufe o camini sono dotati di valvole a tenuta da chiudere quando il fuoco non è acceso.

– L’influsso del vento varia a seconda della posizione e dell’isolamento dell’edificio. Il vento può aggravare notevolmente il problema del radon e non è comunque un partner affidabile per risolverlo.

A seconda delle differenze termiche tra l’interno e l’esterno, dell’azione del vento e della permeabilità tra i singoli piani dell’edificio si possono creare delle forti depressioni tra il suolo e l’edificio sovrastante. Facciamo un esempio: in un edificio alto 5 metri, con una differenza di temperatura di 20°C tra l’interno e l’esterno si può creare una depressione tale da risucchiare diversi metri cubi d’aria all’ora da una fessura lunga un metro e larga un millimetro nel pavimento del pianterreno. Nel caso di edifici situati sull’altipiano in inverno gli effetti del gradiente termico superano quelli causati dal vento, che in queste regioni non è un fenomeno costante. A seconda della situazione, l’aria della cantina ad elevata concentrazione di radon viene risucchiata all’interno dell’edificio, talvolta addirittura fino ai piani superiori. Gli effetti del vento hanno invece un ruolo importante nelle regioni dove i venti sono forti e costantemente presenti, per esempio i cosiddetti venti di valle in montagna. In questo capitolo esaminiamo le possibilità di modificare la ripartizione della pressione all’interno e all’esterno della costruzione in modo da evitare che l’aria ricca di radon venga aspirata nell’edificio e impedirne o limitarne l’infiltrazione in forti concentrazioni nei locali di abitazione. Nel caso di nuove costruzioni si adotteranno misure miranti a impedire ogni infiltrazione di radon. Nel caso di edifici esistenti con alte concentrazioni di radon questo obiettivo non si può sempre raggiungere con spese proporzionate.

Le strategie di ventilazione si possono suddividere in cinque categorie:

-eliminazione dei fattori che generano depressione;

– ventilazione dell’area sottostante l’edificio;

– generazione di una sovrappressione artificiale nell’edificio; espulsione mediante ventilazione dell’aria ricca di radon dalla cantina;

– espulsione mediante ventilazione dell’aria ricca di radon dai locali di soggiorno.

Si sono riscontrate eccessive concentrazioni di radon sia in edifici dotati di un buon isolamento che in edifici isolati male. Se le pareti di un edificio non sono isolate ermeticamente, aumenta lo scambio d’aria con l’esterno e dunque tendenzialmente la concentrazione di radon dovrebbe diminuire. Ma allo stesso tempo ciò può aggravare la depressione tra i piani superiori e la cantina e dunque aumentare l’infiltrazione di radon. In generale il cattivo isolamento non migliora la situazione. Risulta invece decisiva la ripartizione della pressione all’interno dell’edificio, determinata dalla disposizione dei locali di soggiorno e dal loro collegamento con la cantina, dalla possibilità di passaggio dell’aria tra i vari piani dell’edificio, causata da pavimenti non a tenuta, da vani scala aperti, da pozzetti e da impianti di aspirazione. L’isolamento ermetico al posto giusto, cioè nella parte superiore dell’edificio, riduce la depressione in cantina. Lo stesso effetto si ottiene tramite l’apporto di aria fresca a livello del piano terreno. In molti casi è sufficiente creare aperture permanenti o assicurarsi che le cavità o la cantina siano sufficientemente ventilate. Quando si impiega un ventilatore si parla di ventilazione attiva. Se l’aria ricca di radon viene espulsa a livello del tetto, può risultare sufficiente il gradiente termico naturale e non è necessario impiegare un ventilatore. I sistemi attivi hanno due grossi svantaggi:

– Consumano energia elettrica. Un ventilatore da 30 W consuma circa 260 kWh l’anno.

– Hanno bisogno di manutenzione ed hanno una durata sensibilmente inferiore a quella dell’edificio. Se si dispone di sistemi attivi si deve sempre ipotizzare che potrebbero non essere in funzione, soprattutto se le conseguenze del loro cattivo funzionamento non sono evidenti. Si dovrebbe ricorrere a sistemi di ventilazione attivi solo in una seconda fase, se i sistemi passivi non hanno portato i risultati sperati. A seconda della situazione di partenza è comunque consigliabile adottare già nella prima fase degli accorgimenti che facilitino la successiva installazione di un ventilatore.

Eliminazione della depressione

La differenza di pressione tra l’aria del sottosuolo e quella dei locali seminterrati è la causa dell’infiltrazione del radon. Dunque in ogni caso la prima cosa da fare è identificare i fattori responsabili della depressione ed eliminarli per quanto possibile. Nelle nuove costruzioni queste misure devono essere determinate già a livello di progettazione e devono essere poi eseguite correttamente. Nel caso di edifici esistenti queste misure possono andare da semplici disposizioni d’uso a grossi interventi costruttivi.

Creare aperture sopra il livello del suolo per l’apporto d’aria fresca

Negli appartamenti dotati di impianti di aspirazione in bagno e in cucina e privi di aperture per l’apporto di aria fresca si possono creare depressioni di 20 Pa e più. A seconda della situazione, questa depressione può essere trasmessa alle parti della costruzione a contatto col suolo e risucchiare aria del sottosuolo ricca di radon. Senza dubbio le prese d’aria e le valvole poste al di sopra del livello del suolo sono un passo avanti rispetto alla presenza di impianti di aspirazione privi di apporto di aria fresca, ma questa tecnica non è adatta per l’impiego nelle aree ad elevata concentrazione di radon, poiché per aprirle è necessaria una depressione. Le aperture effettuate nell’ambito di lavori di risanamento dovranno essere di dimensioni sufficienti e dovranno essere accompagnate da misure miranti all’aumento dell’isolamento degli ambienti a contatto col suolo.

Isolare i pozzi di installazione e i camini in cantina

Per arginare l’effetto del gradiente termico di pozzi di installazione e camini che attraversano diversi piani e finiscono in cantina, bastano due misure, attuabili singolarmente o congiuntamente:

– I pozzi di installazione e i camini che si trovano in cantina vanno il più possibile isolati. Ciò è possibile solo se alla base del camino non sono necessarie valvole di regolazione della pressione o punti di raccolta della condensa ecc..

– Occorre dotare i pozzi di installazione e i camini di una presa d’aria esterna (con sifone). Se ciò non è possibile occorre effettuare in cantina aperture verso l’esterno che abbiano dimensioni sufficienti da controbilanciare la depressione rispetto al suolo. Anche queste prese d’aria verranno dotate di sifone per evitare un’eccessiva dispersione di calore.

Apporto diretto d’aria fresca esterna per stufe e caldaie

Le stufe (stufe di ghisa, stufe ad accumulo, inclusi i caminetti ecc.) e le caldaie che si trovano in locali di soggiorno per motivi energetici e sanitari dovrebbero essere munite di prese dirette per l’approvvigionamento d’aria fresca esterna. L’apporto di aria fresca esterna nella camera di combustione della caldaia corrisponde allo stato attuale della tecnica e dovrebbe costituire un provvedimento ovvio anche negli altri locali.

Valvole a tenuta nella canna fumaria

Normalmente le valvole nel camino per ragioni di sicurezza non sono a tenuta stagna. Perciò non eliminano completamente il tiraggio e la depressione che ne deriva. Gli uffici cantonali competenti possono concedere permessi per l’installazione di valvole a tenuta stagna nel camino o nelle canne fumarie solo per caminetti usati brevemente in locali continuamente sorvegliati. Ciò vale per singole stufe e caminetti, nuovi o esistenti, ma non per le cucine e gli impianti di riscaldamento centralizzati. Nelle aree ad elevata concentrazione di radon si dovrebbero impiegare esclusivamente valvole a tenuta stagna nei camini. I caminetti e le stufe situati nelle stanze andrebbero assolutamente muniti di valvole a tenuta stagna, previa consultazione con le autorità di competenza.

6.2 Messa in depressione del terreno situato sotto l’edificio La ventilazione del terreno situato sotto l’edificio consente l’asportazione passiva o attiva (con ventilatore) dell’aria del sottosuolo ricca di radon. Si possono impiegare due tecniche molto diverse l’una dall’altra: Si aspira l’aria dalle intercapedini o dai riempimenti molto porosi. L’aria fresca che rimpiazza l’aria estratta diluisce sufficientemente le piccole quantità di radon esalanti dal sottosuolo. Condizione necessaria: le aperture per la ventilazione devono essere di dimensioni sufficientemente grandi. Nelle intercapedini o negli strati di terra sotto l’edificio viene generata una depressione (rispetto alla pressione atmosferica in cantina). È auspicabile che il sottosuolo sia piuttosto compatto e impermeabile. Solo a queste condizioni si riesce a mantenere una depressione sufficiente ad ostacolare l’infiltrazione dell’aria del sottosuolo nell’edificio, creando flussi d’aria di volume ridotto e con potenze di estrazione minime. A seconda del caso in cui è applicata, si sceglierà una soluzione o l’altra. Può anche darsi che si progetti l’attuazione di una misura e che poi la situazione richieda l’attuazione dell’altra. Se il suolo o il riempimento si rivela così poroso da impedire la generazione della depressione desiderata con mezzi ragionevoli, si possono ottenere risultati equivalenti tramite la ventilazione. In molti casi queste due misure si possono anche combinare. Come nel caso delle misure di isolamento, occorrerà fare attenzione che la messa in depressione del suolo sottostante l’edificio abbia effetto su tutto l’edificio e non solo su singoli locali. Dal punto di vista tecnico occorre distinguere le seguenti situazioni: Ventilazione dei vespai In genere, gli edifici privi di cantine sono dotati di un vespaio che protegge efficacemente l’edificio dall’umidità. Normalmente queste intercapedini sono dotate di aperture di aerazione. L’allargamento e la disposizione ottimale di queste aperture possono essere sufficiente per evacuare l’aria ricca di radon. Se ciò non basta si può installare un piccolo ventilatore. In questo caso si può anche rinunciare all’apertura di ulteriori prese d’aria e fare affidamento sull’effetto della depressione. Il ventilatore deve avere un buon rendimento energetico e funzionare silenziosamente in depressione (fino a –40 Pa). Anche le case a terrazze sono costruite spesso su vespai abbastanza grandi da permettere addirittura l’accesso in posizione orizzontale. Può darsi che le aperture di aerazione non siano sufficienti e che si renda necessario operare delle aperture laterali nella casa più in alto e in quella più in basso per evitare che le estese correnti d’aria si arricchiscano troppo di radon. Aspirazione dell’aria del suolo tramite impianto di drenaggio sotto la base dell’edificio L’aria del sottosuolo contenente radon viene raccolta con un sistema di tubazioni (tubi di drenaggio o canali piatti con parte inferiore perforata) e scaricata nell’atmosfera. A differenza dell’aspirazione dell’aria dei vespai, in questo caso, l’aria ricca di radon non viene sostituita da aria fresca esterna, ma da altra aria del sottosuolo, che contiene quantitativi naturali di radon. Perciò questa tecnica è efficace solo se si riesce a creare una depressione rispetto alle cantine sovrastanti per tutta la superficie della base dell’edificio. Affinché il drenaggio sia pienamente efficace è necessario che il terreno sia piuttosto permeabile all’aria. La presenza di uno strato di ghiaia favorisce un buon funzionamento del drenaggio. Più impermeabile è il terreno, più fitta deve essere la rete di tubi. I tubi possono essere inseriti anche per mezzo di perforazione. Nel caso di terreni molto porosi può essere sensato posare una guaina sotto l’intera estensione del sistema di tubi. Ciò impedisce l’approvvigionamento di aria del sottosuolo creando una depressione. Una ulteriore possibilità è costituita dalla posa di un sistema di tubi di drenaggio orizzontali e verticali in corrispondenza di muri e pavimenti a contatto col terreno. Questa possibilità può offrire vantaggi p.e. nel caso di edifici costruiti su pendii ripidi. Se i tubi di drenaggio vengono rincalzati, comprimendo così il terreno circostante, la permeabilità di quest’ultimo può diminuire in modo tale che non è più possibile generare una depressione generalizzata nel terreno sotto la base dell’edificio. Il presupposto necessario per garantire l’efficacia di questa tecnica è dunque una struttura del terreno adeguata.

Messa in depressione dell’aria del sottosuolo tramite un pozzo di raccolta centrale

L’aria del sottosuolo viene raccolta in un semplice pozzo sotto il pavimento esistente e dispersa mediante aspirazione. Il procedimento è efficace se tra il pavimento e il suolo esiste un’intercapedine ininterrotta (p. e. pavimento di legno su travicelli) o se il suolo è molto permeabile (p. e. strato di ghiaia). Il pozzo di raccolta del radon è efficace se viene costruito fino alla profondità giusta, cioè fino allo strato impermeabile del sottosuolo. In condizioni sfavorevoli sarà necessario costruire diversi pozzi di raccolta. Messa in depressione del sottosuolo in singoli punti

Se in un edificio esistente c’è spazio sufficiente per posare tubi di aspirazione e di raccolta può risultare più semplice aspirare l’aria del sottosuolo per mezzo di più tubi che vengono fatti passare nel pavimento della cantina a distanza ravvicinata l’uno dall’altro. Aspirazione dell’aria del sottosuolo con due membrane isolanti (nuove costruzioni in aree ad elevata concentrazione di radon) Anche quando si aspira l’aria del sottosuolo occorre che il pavimento sia isolato nel miglior modo possibile. Nel caso di nuove costruzioni l’isolamento può essere effettuato con una membrana posta sotto tutta la superficie del pavimento. Naturalmente i punti di aspirazione dell’aria del sottosuolo si trovano sopra la membrana. L’aria viene aspirata solo in piccole quantità e in questo modo si evita anche un eccessivo raffreddamento in inverno. Aspirazione dell’aria del sottosuolo tramite un canale di raccolta Un canale raccoglie l’aria contenente radon che si infiltra da fessure lineari, come per esempio i giunti. Un ventilatore genera nel canale una leggera depressione e spinge all’aperto l’aria risucchiata, tramite un tubo di scarico. Questa tecnica è applicabile solo per luoghi d’infiltrazione ben localizzati, in particolare nel caso di giunti di dilatazione rigidi tra le pareti esterne e il plinto di fondazione rigido. Occorre dire che spesso la sottovalutazione dell’importanza delle pareti costituisce un punto debole e problematico a questo proposito. Apirazione dell’aria da pavimenti con intercapedine In edifici esistenti può risultare più semplice costruire un nuovo pavimento con intercapedine e aspirare l’aria dall’intercapedine tramite una depressione anziché raccogliere l’aria con tubi di drenaggio o pozzi per radon sotto il pavimento. Ciò vale sia per i locali di soggiorno posti nei seminterrati, che per i locali adibiti a cantina. I pavimenti con intercapedine possono essere di vario tipo. Sul mercato ci sono anche diversi prodotti prefabbricati che normalmente vengono impiegati per la costruzione di uffici, dove l’intercapedine viene utilizzata come spazio per le installazioni. Aspirazione dell’aria dalle condutture di drenaggio esistenti Sono stati effettuati dei risanamenti in cui con un ventilatore si è aspirata l’aria del sottosuolo dalle condutture di drenaggio esistenti e in questo modo si è riusciti a portare la concentrazione del radon in cantina sotto il valore operativo. Tuttavia il comportamento dell’aria nelle condutture di drenaggio è sconosciuto e varia completamente di caso in caso. Ad ogni modo occorre montare sifoni che impediscano di risucchiare l’aria dalla rete di canalizzazione pubblica e dal condotto dell’acqua piovana. Se si effettuano dei risanamenti in ogni caso si dovrebbe provare ad attuare questo tipo di soluzione (con isolamento provvisorio del collegamento con le fognature), poiché nel complesso è piuttosto economico. Pozzo per il radon all’esterno dell’edificio A seconda delle caratteristiche del terreno, la costruzione di pozzi di raccolta del radon esternamente all’edificio ha dato buoni risultati. Grazie alla relativa compattezza dello strato di humus, tutto attorno al pozzo di raccolta si genera un’area estesa di depressione nel sottosuolo, e quindi anche sotto l’edificio. I pozzi separati di raccolta del radon costituiscono una soluzione molto economica, poiché non occorre intervenire in alcun modo sull’edificio stesso. 6.3 Sovrappressione artificiale nell’edificio Per impedire infiltrazioni di aria del sottosuolo ricca di radon, anziché creare una depressione sotto il plinto di fondazione dell’edificio, si può anche creare una leggera sovrappressione al suo interno. Può essere utile installare un impianto di ventilazione nei locali di soggiorno. Nelle case a basso consumo energetico, nel corso degli ultimi anni sono state impiegate con successo delle semplici apparecchiature meccaniche di ventilazione con recupero del calore o pompe di calore aria/aria. Con queste tecniche si risparmia energia e si respira aria fresca. Nell’edilizia abitativa si impiegano sempre più spesso impianti di ventilazione con canali di immissione e di asporto dell’aria. Generalmente la quantità di aria immessa corrisponde a quella dell’aria asportata. Spesso la quantità asportata è leggermente superiore a quella immessa in modo da avere una leggera depressione nelle abitazioni o negli uffici. In caso di problemi di radon occorre invece fare in modo che la quantità di aria immessa sia superiore a quella dell’aria asportata. La sovrappressione negli ambienti dove viene immessa l’aria ovvero la depressione negli ambienti dove viene asportata non dovrebbe oltrepassare il valore di 2 Pa. Per impianti con pompe per il recupero del calore dell’aria asportata valgono le indicazioni concernenti le aperture per l’apporto di aria fresca nell’edificio, conformemente al paragrafo-6.7. In presenza di impianti meccanici di immissione e di asporto dell’aria l’edificio dovrebbe essere il più possibile isolato (nL50 < 1).

Aspirazione dell’aria ricca di radon dalla cantina tramite ventilazione
Poiché il radon si infiltra dagli scantinati, con un abbondante ricambio aria si può cercare di diminuirne la concentrazione in misura tale che l’aria della cantina diventi innocua e non si abbia più un trasporto
di radon rilevante dalla cantina ai locali di soggiorno. Il problema è costituito dal fatto che in inverno, quando la temperatura si abbassa, la ventilazione delle cantine viene ridotta: si chiudono le finestre, si
spengono i ventilatori. Dunque si tratta di una misura d’emergenza provvisoria, consigliabile solo fino al momento della realizzazione di misure definitive.

Misura urgente (provvisoria): aprire le finestre in cantina
Creando corrente, l’aria ricca di radon si diluisce e fuoriesce più rapidamente. Le depressioni venutesi a creare nell’edificio non hanno effetto in cantina. Se si usa un ventilatore di aspirazione in cantina si genera
una depressione che non fa altro che aumentare il risucchio di aria dal sottosuolo. Ma la depressione agisce anche nei confronti dei locali di soggiorno, impedisce al radon di penetrarvi e lo espelle all’aperto.
L’intensa ventilazione della cantina in inverno ne abbassa la temperatura. Perciò occorre isolare bene le parti della costruzione a contatto coi locali di soggiorno riscaldati (soffitto della cantina, pareti del vano
scala e lato inferiore delle scale ecc.) e le condutture dell’impianto di riscaldamento. La ventilazione della cantina è da considerare come misura d’emergenza. Non costituisce un risanamento definitivo.

Apporto controllato d’aria fresca nelle camere di combustione
L’apporto controllato di aria esterna nelle camere di combustione degli impianti di riscaldamento diminuisce la depressione creata dai bruciatori a iniezione e dal tiraggio del camino.
Anche nei caminetti e nelle stufe occorre immettere aria fresca esterna attraverso tubi di diametro adeguato, in modo da evitare che si crei una depressione rispetto alla cantina e al sottosuolo e che questa risucchi aria ricca di radon nei locali di soggiorno.

Aumento del ricambio d’aria nei locali di soggiorno tramite ventilazione
Se non si riesce ad arginare sufficientemente l’infiltrazione di radon, non resta che diminuirne la concentrazione intensificando il ricambio d’aria. L’intensificazione del ricambio d’aria conduce effettivamente ad una riduzione momentanea della concentrazione di radon (per circa un’ora). Ma in inverno questa strategia va considerata come soluzione d’emergenza in attesa di un risanamento definitivo, poiché se si aprono spesso le finestre per garantire un forte ricambio d’aria, diminuisce
la temperatura degli ambienti e di conseguenza anche il comfort abitativo. Una soluzione migliore è costituita dall’installazione di un impianto i ventilazione con recupero del calore. L’aria di scarico viene raccolta in locali soggetti all’accumulo di odori ed espulsa all’esterno. Prima dell’espulsione, tramite uno scambiatore o una pompa di calore, si estraggono il calore e l’umidità dall’aria raccolta e si trasmette il calore all’aria fresca. Gli impianti di ventilazione con recupero del calore consentono un intenso ricambio d’aria (necessario per ridurre la concentrazione di radon) anche durante l’inverno, senza eccessive perdite
energetiche. Inoltre il ricambio d’aria è garantito ininterrottamente e non dipende dalle abitudini degli abitanti.

Suggerimenti tecnici sulle strategie di ventilazione
Sistemi di ventilazione
I risanamenti e gli interventi di prevenzione dal radon effettuati in Svizzera e all’estero con impianti di ventilazione sono numerosi. Ma le situazioni di partenza sono sempre molto diverse l’una dall’altra.
L’applicazione alla situazione svizzera delle esperienze realizzate all’estero è sempre problematica. Riportiamo qui di seguito alcuni suggerimenti che possono essere utili nella progettazione e nell’allestimento di impianti di ventilazione.


Progettazione dell’apporto d’aria fresca per gli impianti di ventilazione con estrazione dell’aria
Se si costruiscono impianti di ventilazione che prevedono l’estrazione dell’aria, l’apporto di aria fresca deve essere accuratamente progettato e non fatto dipendere da punti dell’edificio non isolati non meglio
definiti. Questa considerazione ha validità generale, ma è particolarmente importante nel caso di risanamenti da radon. Negli edifici che presentano un’elevata concentrazione di radon, le aperture e le valvole che garantiscono l’afflusso di aria fresca poste al di sopra del livello del suolo non possono essere dimensionate in modo da limitare la perdita di pressione a meno di 1 Pa. Esse migliorano certamente la situazione rispetto a un impianto di estrazione privo di apporto di aria fresca ma le depressioni così ottenibili, di 5 – 10 Pa, non sono davvero ottimali. In questi casi occorre installare un ventilatore che spinga l’aria fresca nell’edificio o un impianto di estrazione e di apporto d’aria (esistono apparecchi di recupero del calore istallabili nelle stanze). I criteri di dimensionamento delle valvole di apporto d’aria fresca, in base a DIN 1946-6E, fissano la depressione massima a 4 Pa nelle stanze con fuochi che utilizzano l’aria dell’ambiente e ad 8 Pa in tutti gli altri casi: questi criteri sono assolutamente sconsigliati per i piani terreni e per i primi piani di edifici situati in regioni ad elevata concentrazione di radon.
Inoltre le valvole di apporto dell’aria fresca dotate di filtro necessitano di una manutenzione periodica secondo le indicazioni dei produttori.
Per la determinazione del grado di tenuta stagna dell’involucro dell’edificio o per localizzare dei punti non a tenuta si può impiegare la cosiddetta «misurazione nL50».

Preriscaldamento dell’aria fresca nel terreno
Allo stato attuale delle conoscenze, le condutture posate nel sottosuolo per preriscaldare l’aria da immettere negli impianti di ventilazione non sono fonte di contaminazione da radon a condizione che siano costruite con tubi in materia plastica perfettamente a tenuta stagna. Tuttavia sia nelle regioni a normale concentrazione di radon che in quelle ad elevata concentrazione è assolutamente necessario impiegare tubi di plastica con giunti a tenuta stagna. Nelle regioni ad elevata concentrazione di radon, come anche in quelle a normale concentrazione, l’aspirazione di aria fresca tramite condotte di drenaggio costituisce un rischio di contaminazione troppo alto ed è assolutamente sconsigliabile.

Gradiente termico naturale anziché ventilatori
Se il canale che sbocca in ambienti riscaldati è posto in alto deve avere un minimo isolamento termico per evitare la formazione di condensa.


Esercizio e manutenzione Ogni impianto di ventilazione deve essere munito di una documentazione e di istruzioni per l’uso semplici e chiare. I particolari controlli legati alla presenza di radon, come per esempio la misurazione periodica dell’intensità dei flussi d’aria, non sono meno importanti della misurazione periodica della concentrazione di gas nei locali di abitazione.

Ventilatori
Se si prevede l’impiego di un ventilatore, occorre scegliere un prodotto in grado di rispondere in maniera ottimale ai seguenti requisiti specifici:
Lunga durata di vita del prodotto
A causa del funzionamento ininterrotto, la durata costituisce un criterio importante. Ci sono apparecchi della durata minima dichiarata di 80 000 ore.

Possibilità di regolazione
Per la regolazione iniziale, ma anche per eventuali regolazioni successive dovrebbe essere possibile regolare il numero di giri, almeno manualmente. I motori a corrente continua (a commutazione elettronica) costituiscono una soluzione semplice con un buon rendimento. Invece non è consigliabile scegliere, per motivi di sicurezza, ventilatori troppo grandi che funzionano per anni sotto carico parziale, perché il loro rendimento è scarso (non di rado si registrano valori inferiori al 5%).

Spia di funzionamento
Poiché la concentrazione di radon aumenta rapidamente in caso di guasto dell’impianto, dovrà esservi una spia di funzionamento, in un luogo ben visibile (per esempio una spia luminosa all’interno
dell’appartamento).

Rendimento elevato
Ci sono tipi di ventilatori fino a cinque volte più efficaci di altri. È importante impiegare un ventilatore con un ottimo rendimento.

Potenza, portata e consumo di energia
I parametri dell’impianto variano fortemente di caso in caso, poiché
sono legati al grado di tenuta stagna dell’edificio, alla permeabilità del
suolo e alle distanze di trasporto dell’aria. Per garantire un risanamento efficace (pozzi di raccolta del radon, ventilazione sotto l’edificio) occorre generare in media sotto l’edificio depressioni pari o superiori ai –10 Pa. Per case monofamiliari sono necessari ventilatori di potenza compresa tra 10 e 100 W.

Evitare l’immissione di aria ricca di radon!
Per evitare il pericolo di immettere aria ricca di radon nell’edificio occorre evitare di montare il ventilatore in locali di soggiorno (così che le condotte d’aria sotto pressione non attraversino questi locali). I giunti
delle reti di tubi di metallo devono essere eseguiti esclusivamente con guarnizioni con labbri di gomma. In questo modo si raggiungono valori di tenuta inferiori al 50% della classe di tenuta C. In caso di reti
con molti raccordi, o in caso di concentrazioni di radon estremamente alte, è preferibile l’impiego di tubi in materia plastica saldati. I tubi di plastica saldati andranno preferiti se non si riesce a raggiungere in

altro modo il valore del 50% della classe di tenuta C, oppure se la misurazione di questo valore può essere effettuata solo con una spesa esagerata a causa delle grandi dimensioni dell’impianto, o nel caso in cui debba essere assolutamente garantita la tenuta stagna. Inoltre se i tubi sotto pressione attraversano dei locali di soggiorno, per misura di precauzione, almeno la parte della conduttura che passa nei locali va costruita in materia plastica (consultare l’ordinamento cantonale relativo alle norme di sicurezza in materia di prevenzione contro gli incendi nell’ambito dell’edilizia).

Isolamento acustico
Occorre attuare misure atte ad evitare che l’impianto di ventilazione provochi inquinamento acustico (p. e. ventilatori insonorizzati). Il sottotetto è un luogo adatto per il ventilatore, che sarà così al riparo dalle
intemperie e al contempo ben isolato acusticamente. Ancora meglio sarebbe montare il ventilatore all’esterno dell’edificio. Le condotte di ventilazione dovranno essere fissate su supporti elastici per evitare la trasmissione del rumore nel caso di impianti di grande potenza. Nel caso di piccoli ventilatori il problema è costituito piuttosto dal rumore dell’aria espulsa. In questo caso è consigliabile riservare dello spazio per il montaggio di un silenziatore.
In caso di funzionamento continuo, il valore di dimensionamento deve
essere inferiore di almeno 5 dB(A) ai valori massimi stabiliti dalla norma SIA 181.
Condensa
Al momento dell’installazione di sistemi di ventilazione artificiali occorre anche evitare gli effetti della formazione di condensa sui tubi. Ciò può essere ottenuto per mezzo delle seguenti misure:
I tubi che attraversano l’edificio ed il sottotetto devono essere dotati di un minimo isolamento termico per evitare la formazione di condensa.
Installazione nel tubo di uno scaricatore di condensa per evitare che la condensa finisca nel ventilatore ed eventualmente nella struttura dell’edificio.
Canali con pendenza costante per favorire il deflusso della condensa nei pozzetti.
Eventualmente prevedere sotto i tubi montanti dei pozzetti di raccolta della condensa che si forma nel tubo di scarico dell’aria.
In mancanza di isolamento termico dei tubi si può formare della condensa all’interno degli stessi:
– in una cantina fredda in inverno,
– in una soffitta non riscaldata in inverno.
Sulla superficie dei tubi,
– in una cantina fredda in estate,
– nei locali riscaldati in inverno.

ALTRI APPROFONDIMENTI RECENTI

SCOPRI LE SOLUZIONI PER BUNKER NBCR DI NORTHSAFE

progettazione, manutenzione e fornitura di prodotti, finiture e strutture per Bunker NBC.