IL CLIMA IN UN RIFUGIO

Oltre che dall’esterno, le condizioni climatiche che vengono a crearsi all’interno dipendono in gran parte dall’occupazione del rifugio.

Queste condizioni climatiche non influenzano solo il benessere fisico, ma anche la capacità di sopravvivenza degli occupanti del rifugio.

Di regola con un’intensa occupazione , le persone nel rifugio cedono grandi quantità di calore attraverso la superficie del loro corpo tramite radiazione e convezione, nonché tramite la sudorazione sempre più intensa man mano che la temperatura aumenta.

Sia il calore secco ceduto tramite radiazione e convezione (calore sensibile), sia quello umido (calore latente) ceduto tramite la sudorazione e la conseguente evaporazione dell’acqua devono essere evacuati dal rifugio.

Le condizioni climatiche che vengono a crearsi durante l’occupazione risultano dal bilancio fra il calore ceduto dagli occupanti e quello evacuato dal rifugio. Il calore secco o sensibile scorre attraverso il pavimento e le pareti interrate del rifugio verso il terreno circostante, nonché attraverso la soletta e le pareti fuori terra verso il piano terreno e il piano interrato.

Il calore latente ceduto dall’evaporazione della sudorazione viene evacuato con la ventilazione.

Per l’essere umano il mantenimento di una temperatura costante del corpo di 37°C è vitale. Per questo motivo egli è in grado di adattare la sua produzione di calore e soprattutto anche di cedere questo calore alle condizioni climatiche esterne.

Con la regolazione della temperatura l’organismo si protegge da un surriscaldamento. Con temperature confortevoli una persona adulta (seduta) senza attività fisica cede mediamente circa 120 Watt di calore. Una piccola parte di questo calore (≈ 20 W) viene ceduta come calore umido (latente) a causa dell’evaporazione dell’acqua non regolabile attraverso la pelle e tramite la respirazione.

Man mano che la temperatura ambiente aumenta, diminuisce la produzione di calore dell’essere umano.

A 30°C la sua produzione ammonta a meno di 90 Watt, perché con una minore differenza di temperatura fra l’epidermide e l’ambiente circostante l’essere umano riesce a cedere meno calore secco (sensibile) tramite radiazione o convezione. Tuttavia, per proteggere l’organismo dal surriscaldamento, inizia una forte sudorazione.

Con l’effetto di raffreddamento dovuto all’evaporazione del sudore l‘essere umano riesce a cedere molto calore. Con una temperatura ambiente di 30°C la parte di calore umida (latente) ammonta a circa la metà della quantità complessiva di calore ceduta.

La progettazione del rifugio deve tener conto degli effetti dovuti all’occupazione dell’ambiente.

I rifugi con un funzionamento con filtri antigas può essere garantita una durata d’occupazione di almeno 24 ore, possono essere aerati con le normali quantità d’aria per posto protetto con il funzionamento senza filtri antigas e con la metà per posto protetto con il funzionamento con filtri antigas.

Se l’edificio dispone di un isolamento termico integrale e il rifugio non può disperdere il calore di progetto,  quest’ultimo deve essere aerato con una quantità d’aria doppia.

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